23 maggio 2013

Pesce fresco, siamo sicuri?

L'altro giorno guardando le Iene mi sono imbattuta in un servizio  molto interessante per i consumatori di pesce fresco. Un servizio che mi ha fatto riflettere su quanto un consumatore possa essere imbrogliato sulla qualità, provenienza , prezzo e specie. Per chi non l'avesse ancora visto consiglio di cercarlo in rete e vederlo con carta e penna alla mano.
Intanto ho fatto una piccola ricerca personale su tutto ciò che riguarda il pesce fresco . 

Il pesce è un alimento molto più deperibile della carne e , a temperatura ambiente resiste solo 24 ore , infatti per pesce fresco di intende il pesce pescato durante la notte o al massimo il giorno prima.
Ovviamente prima di acquistare bisogna leggere il cartellino dove è obbligatorio specificare sia la provenienza geografica che la modalità di produzione. Non c'è niente di più facile che falsificare un cartellino, cioè vendere un pesce d'allevamento sotto falsa dicitura.

Per prima cosa bisogna guardare il pesce negli occhi ,un pesce fresco ha gli occhi ancora vivi, convessi verso l'esterno con la cornea lucida e trasparente. Il pesce non deve avere assolutamente l'occhio piatto, incavato e appannato. Diffidiamo dai pesci venduti senza testa perchè il pesce inizia a puzzare proprio dalla testa . I pesci decapitati sono sinonimo di pesce "vecchio". Stiamo attenti anche se la testa c'è ma è piena di macchie di sangue, in particolare per alici, sarde e sgombri che sono molto delicati. Le branchie dei pesci freschi sono rosso vivo e odorano di mare e di salsedine. Dopo pochi giorni le branchie ingialliscono e assumono un odore poco gradevole.

Il pesce deve essere rigido, la compattezza della carne è sinonimo di pesce fresco. Al contrario se il pesce è molle e quindi si muove di più vuol dire che la carne sta diventando molle e "marcia". La carne deve essere soda ed elastica se provate a toccarlo con un dito non deve rimanere l'impronta. 



Forse non tutti lo sanno ma si possono aggiungere delle sostanza chimiche come i polifosfati e acqua ossigenata ( illegale ma secondo alcune ricerche viene usata spesso). I primi si usano per impedire al pesce di perdere acqua cosi si rallenta il processo naturale di decomposizione e quindi permette di mantenere un aspetto fresco più a lungo.Questo processo è del tutto legale e ovviamente va indicato sull'etichetta. E' permessa una dose massima di impiego (5 g/kg) ma per la maggior arte degli additivi non ci sono limiti (ma voi avete mai visto sull'etichetta la scritta presenza di polifosfati ?). Il loro problema è che degradano molto velocemente e quindi difficile da scoprire tramite analisi. I polifosfati si aggiungono anche al pesce surgelato. Quando il pesce viene trattato con questi additivi sull'etichetta deve essere scritta la voce " prodotto trasformato" e non più pesce fresco (mai visto) !

Ovviamente gli additivi alimentare non devono essere demonizzati se usati a vantaggio del consumatore.
Quando si acquista un pesce un segnale d'allarme deve essere il prezzo ! Il pesce ha un costo , sempre! Spesso potete trovare pesci economici ad esempio il Pangasio, ma vi siete mai chiesti perchè costa cosi poco? Il Pangasio ha scarsissimo valore nutrizionale , viene allevato in Vietnam in una delle zone più inquinati al mondo. Lungo il fiume che attraversa anche la Cina ci sono ben 210 aree industriali ! Ecco chiarito il prezzo. Lo tesso vale per il Persico Africano , allevato nel lago Vittoria in condizioni ambientali disastrose.

Cercherò di scrivere un post sui crostacei, credo che sia un argomento utile a tutti. 
Ladybug

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